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Da Visitare: Arte, Storia, Cultura nella Provincia di Perugia

L'acropoli sacra di Perugia

L'ipogeo dei Volumni a Ponte San Giovanni

L'eremo delle Carceri: Assisi

Cascia, la città di santa Rita

La città contesa: Castiglione del Lago

Raffaello e Burri a Città di Castello

Le ceramiche di Deruta

Foligno, città della spettacolare giostra della Quintana

Le Rughe di Fossato di Vico

Storie di emigranti a Gualdo Tadino

Il castello dei Cavalieri di Malta a Magione

In mezzo ai lago Trasimeno: l'isola Polvese


L'acropoli sacra di Perugia

L'acropoli sacra di Perugia

 

L'acropoli è una delle nuove scoperte archeologiche etrusche e romane nel capoluogo umbro e offre al visitatore la possibilità di conoscere un angolo nascosto della città. Seguendo il percorso sotterraneo che parte dalla cattedrale di San Lorenzo, sul culmine del colle del Sole, si scoprono i maestosi terrazzarnenti etruschi, alti fino a quindici metri, sopra i quali era collocato il foro della città di Perugia; i resti di ricche case romane; strade ancora segnate dai solchi del passaggio dei carri; edifici sacri e pozzi di epoca romana. Una volta tornati in superficie si può continuare a scoprire l'anima segreta del capoluogo umbro seguendo l'itinerario che partendo dall'Arco etrusco o arco di Augusto di piazza Fortebracci tocca l'antica cinta muraria etrusca, con le sue diverse porte, per poi inerpicarsi sulla ripida via della Pazienza e concludersi di fronte all'arco dei Gigli, da dove partiva la strada etrusca che conduceva verso il Tevere. La visita ai luoghi nascosti della città può infine terminare con una sosta al monumentale Pozzo etrusco di piazza Danti, capolavoro di ingegneria idraulica: profondo circa 36 metri e alimentato da almeno tre vene d'acqua, era il principale serbatoio idrico della Perugia etrusca e romana. Il cinquecentesco palazzo Penna, costruito proprio sui resti dell'antico anfiteatro romano, è sede dell'omonimo museo che ospita, tra le tante opere, il bozzetto di un Cristo ligato di Gian Lorenzo Bernini, le Tre Grazie di Antonio Canova, il monumentale cartone di Jean Baptiste Wicar raffigurante lo Sposalizio della Vergine e la Collezione Gerardo Dottori, con numerosi capolavori del maestro futurista umbro tra i quali Incendio città e Tnttico della velocità. In ottobre il capoluogo umbro diventa la capitale italiana del cibo degli dèi con Eurochocolate che, per una decina di giorni, invade il centro storico con decine di stand di produttori di cioccolato e tantissimi eventi, spettacoli, incontri e iniziative culturali. Insoliti scultori creano sotto gli occhi del pubblico dolci sculture di cioccolato, regalando agli spettatori golosi le scaglie prodotte dalla lavorazione, mentre alla Rocca paolina i paesi produttori di cacao presentano loro usi e costumi, le tradizioni e i prodotti tipici a base di cacao. Un ampio spazio è dedicato al cioccolato equo e solidale.


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L'ipogeo dei Volumni a Ponte San Giovanni

L'ipogeo dei Volumni a Ponte San Giovanni

 

Venuto alla luce casualmente nel 1840, durante dei lavori stradali nella frazione perugina di Ponte San Giovanni, l'ipogeo appartenuto alla ricca famiglia dei Velimna-Volumni era, ai tempi, la più grande e importante tomba gentilizia etrusca della regione. La necropoli, di cui faceva parte, era molto probabilmente collegata a un insediamento minore posto a controllo di uno dei guadi del Tevere. Ancora oggi l'ipogeo è uno degli esempi più significativi dell'architema funeraria etrusca di età ellenistica ed è il sepolcro di maggiore interesse della necropoli del Palazzone, dove si trovano altre duecento tombe. La visita d'area inizia con una sosta al piccolo Antiquarium, dove sono custodite urne cinerarie e altri materiali provenienti dalla necropoli, e dove vengono gestite mostre sugli aspetti della vita quotidiana e sociale degli etruschi. Dall'edificio ottocentesco del museo si accede, tramite una lunga scala, alla tomba vera e propria, composta da ben dieci ambienti, alcuni dei quali decorati e con parti di affreschi, dove sono state ritrovate le urne dei sette componenti maschili della nobile famiglia etrusca.


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L'eremo delle Carceri: Assisi

L'eremo delle Carceri: Assisi

 

Silenzio e quiete accolgono il viandante che raggiunge quest'eremo immerso nel verde di lecci secolari situato a circa quattro chilometri da Assisi. Qui si entra quasi in punta di piedi, come se non si volesse rompere l'incantesimo, e si raggiunge, dopo aver oltrepassato un'ampia volta, il chiostrino dei Frati. In mezzo alla suggestiva terrazza affacciata a strapiombo sul fosso delle Carceri, vicino al pozzo, ci sono due porte che conducono al refettorio arredato solo da semplici tavoli quattrocenteschi e alla chiesa, dove in un armadio sono ancora conservate alcune reliquie di san Francesco. Al primo piano si trovano le semplici cellette dei frati, con una parete scavata in quella roccia dove, in piccole grotte, Francesco e i suoi fratelli usavano rifugiarsi per meditare. La leggenda vuole che sotto il convento scorresse un torrente, prosciugato dal santo per non disturbare, con il m o r e dell'acqua, le preghiere dei frati. Una ripida scalinata conduce quindi alla grotta di San Francesco e all'enorme leccio dove si dice che gli uccelli sostassero per ascoltare le parole del santo. Un buco nel terreno ricorda le ire del demonio, cacciato dal luogo da frate Rufino. Il sentiero prosegue poi verso le altre grotte che hanno accolto i primi religiosi, e a un rudimentale altare composto da due grosse pietre. La visita al centro storico di Assisi non può prescindere dalla gotica Basilica superiore, con gli affreschi di Cimabue e Giotto, e dalla basilica inferiore, dove è conservata, nella piccola cripta posta sotto l'altare centrale, la salma di san Francesco. Anche questi spazi sono splendidamente affrescati con opere attribuite a Giotto, Cimabue o loro allievi. Da vedere anche la suggestiva Porziuncola, antica cappella dove san Francesco sostava spesso in preghiera, oggi situata all'interno dell'ampia basilica di Santa Maria degli Angeli. Assisi celebra la primavera con le feste di Calendimaggio (agli inizi di maggio appunto) che prevedono cortei, rappresentazioni teatrali, concerti vocali e strumentali e danze. Esibizioni di arcieri, balestrieri e sbandieratori animano al sfida fra i due rioni in cui si divide la città.


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Cascia, la città di santa Rita

Cascia, la città di santa Rita

 

Cascia è la città di santa Rita, miracolosa monaca agostiniana conosciuta anche come Santa degli Impossibili. La basilica intitolata alla religiosa, terminata nel 1947, è una costruzione moderna dalla facciata in travertino di Tivoli non particolarmente interessante, alla quale si contrappongono gli interni di grande fascino. Merito dello splendido altare, opera dello scultore Giacomo Manzù, e delle altre sculture di celebri,artisti contemporanei. Nell'adiacente convento si visita la cella di santa Rita, con la cassa che ne ha contenuto le spoglie e altri oggetti di sua proprietà. Una piacevole passeggiata pèr la città permette di vedere resti di mura, palazzi, porte e fortificazioni di epoca medievale e rinascimentale, che testimoniano l'importanza del centro abitato anche in epoca antica. Tra queste il cinquecentesco palazzo Santi sull'antica piazza del Comune. oggi piazza Aldo Moro, attuale sede del Museo civico con la Pinacoteca e una vasta raccolta di materiali archeologici rinvenuti nella città e nel territorio casciano che si datano dell'VIII secolo a.C. fino all'età romana. L'abitazione dei genitori di santa Rita si trova invece circa a sei chilometri di distanza dalla basilica, nella frazione di Roccaporena, raggiungibile seguendo il corso del fiume Corno. Qui si visitano la casa natale della santa e quella dove visse con il marito, prima che questi fosse assassinato, il lazzaretto dove curava i viandanti ammalati, lo Scoglio sacro, ovvero il masso dove secondo la tradizione la santa saliva a pregare, e un'altra basilica moderna. E proprio davanti alla piramide rocciosa si apre, nella rupe la grotta d'Oro, un antro dove secondo la leggenda visse una ninfa che annunciò, con circa mille anni di anticipo, la venuta di santa Rita. Nel vicino orto dei Miracoli si ammira la rosa di Rita che, a differenza delle normali rose, si dice fiorisca in pieno inverno. Il 22 maggio di ogni anno arriva davanti alla basilica la processione di Roccaporena, paese nativo di santa Rita, preceduta dal corteo storico in costumi quattrocenteschi con scene della vita di Santa Rita e dalla statua della santa.


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Castiglione del Lago

Castiglione del Lago

 

Per lungo tempo contesa tra i diversi potentati del centro Italia, Castiglione del Lago fu conquistata nel 1228 da Federico II, che la strappò alla rivale Perugia. Di quel periodo turbolento rimane la struttura difensiva di paese fortificato, completamente circondato da mura e protetto dalla rocca del Leone, costruita in posizione dominante sul promontorio sul lago. Già presente in epoca etrusca e romana, il maniero venne ristrutturato da Federico n di Svevia, e da allora è rimasto praticamente immutato. La fortezza, dalla caratteristica pianta pentagonale irregolare, è aperta al pubblico che può passeggiare tra i merli difensivi e salire sulle quattro torri angolari e sul possente mastio triangolare, alto trenta metri, da dove si domina l'intera valle del Trasimeno. Un camminamento coperto porta a Palazzo della Corgna, costruito nel 1563 come una piccola reggia circondata da famosi giardini, purtroppo andati persi. Qui si visitano la residenza del marchese Ascanio, situata al primo piano, con i saloni completamente affrescati da artisti come Niccolò Circignani, detto il Pomarancio, con temi che spaziano dalla mitologia greca e latina fino ad arrivare alla celeberrima battaglia del Trasimeno di Annibale. Si entra quindi nello studio del marchese Ascanio della Corgna collegato, tramite una porta segreta, alla terrazza da cui si accedeva al camminamento che, in caso di pericolo, conduceva al castello.


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Raffaello e Burri a Città di Castello

Raffaello e Burri a Città di Castello

 

Arte rinascimentale e contemporanea si danno la mano nella splendida Città di Castello. Le sale di palazzo Vanvitelli, sede della Pinacoteca comunale seconda in Umbria per importanza di opere custodite alla sola Galleria Nazionale di Perugia, custodiscono capolavori di Raffaello, Luca Signorelli, Ghirlandaio, Raffaellino del Colle e Pomarancio, oltre a un nucleo di terrecotte di Andrea della Robbia. Il rinascimentale palazzo Albizzini e gli ex seccatoi del tabacco espongono, invece, una vastissima selezione di opere si Alberto Burri, importante esponente dell'Arte povera nato proprio a Città di Castello. Oltre alla monumentale cattedrale dalla facciata barocca, con il museo del Duomo che conserva preziosi esempi di arte sacra, vale la pena visitare anche la Collezione tessile che, al secondo piano di palazzo Tommasini, ricostruisce la storia dell'azienda Tela Umbra fondata dalla newyorchese Alice Hallgarten e da Leopoldo Franchetti nel 1908. Una sezione del museo è dedicata alla figura della baronessa Franchetti, amica di Maria Montessori, che creò d'interno dei laboratori tessili una piccola scuola, dove, mentre le madri lavoravano, i loro figli potevano studiare con il metodo didattico Montessori. Il Centro documentazione delle arti grafiche dell'antichissima tipografia Grifani-Donati, una delle più grandi e macchine da stampa di varie epoche perfettamente funzionanti.


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Le ceramiche di Deruta

Le ceramiche di Deruta

 

Deruta, nota per l'abilità dei suoi artigiani nel produrre maioliche, è una delle città italiane della ceramica, come testimonia il museo nato più di un secolo fa, oggi ospitato nel trecentesco convento di san Francesco. Oltre a una sezione archeologica, che offre un panorama delle principali produzioni di epoca antica in Italia e Grecia, il museo documenta la produzione locale dal periodo medievale al Novecento, soffermandosi sulla maiolica a lustro, tecnica che rese famose le botteghe derutesi nel Cinquecento, le ceramiche da farmacia, i cinquecenteschi pavimenti in maiolica e le targhe votive, spesso ispirate a quelle del vicino santuario della Madonna dei Bagni. Resti di antiche fornaci sono visibili nel centro storico, appena superata la porta San Michele Arcangelo, mentre numerose botteghe espongono e vendono le loro colorate maioliche. Su piazza dei Consoli si affaccia il Palazzo comunale, sede della Pinacoteca, dove si possono ammirare, tra gli per non dimenticare la maiolica vale la pena uscire lungo la via Tiberina per raggiungere la piccola chiesa della Madonna delle Piagge del 1601, la cui facciata è ornata da una bella maiolica, vicino alla quale è visitabile un interessante Museo di maioliche.


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Foligno, città della spettacolare giostra della Quintana

Foligno, città della spettacolare giostra della Quintana

 

In giugno e settembre Foligno ospita la spettacolare giostra della Quintana con dieci cavalieri, in rappresentanza degli altrettanti rioni della città; che misurano la loro abilità nel cercare di infilare una serie di anelli di diametro via via più piccolo, impugnando una lancia su un cavallo in corsa. L'evento è preceduto da un corteo di seicento personaggi in costume, cene augurali, fiere, concerti, spettacoli teatrali e di danza ispirati al barocco. Nel resto dell'anno ci si deve accontentare di una piacevole passeggiata nel centro storico della città, che conserva importanti edifici religiosi e civili, alcuni dei quali guardano su piazza della Repubblica. Meritano una visita il duomo, con una stupenda facciata secondaria, il duecentesco Palazzo comunale e l'imperdibile palazzo Trinci, sede del Museo della città, con importanti raccolte archeologiche e storico-artistiche. Nella moderna struttura della Biblioteca comunale sono conservati più di seicento disegni dell'imperial regio architetto Giuseppe Piermarini. Tra gli edifici religiosi eccellono la chiesa romanica affrescata di Santa Maria Infraportas, SanSalvatore con un interno settecentesco opera dell'architetto Luigi Vanvitelli, l'oratorio della Nunziatella, importante esempio di architettura rinascimentale con due affreschi del Perugino, e il duomo di San Feliciano che, secondo la tradizione, sorge sul luogo dove venne sepolto il primo vescovo di Foligno. Un salto a palazzo Orfini permette di vedere la stanza dove nel 1472 il folignate Evangelista Mei e il tedesco Giovanni Numeister stamparono la prima edizione della Divina Commedia.


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Le Rughe di Fossato di Vico

Le Rughe di Fossato di Vico

 

Sono decisamente insolite le Rughe di Fossato di Vico, un raro esempio di architettura castellana duecentesca con funzione prevalentemente difensiva. In questo antico borgo la via che attraversa parte del centro abitato, le Rughe appunto, è completamente coperta da volte in pietra sostenute da archi acuti, con le feritoie che servivano per prendere luce e per la difesa dagli attacchi esterni. Più antiche testimonianze di epoche precedenti si incontrano nell'Antiquarium comunale, che documenta siti e manufatti di età romana, repubblicana e tardoimperiale, e nei due ponti romano e di San Giovanni che si osservano fuori dal centro storico, lungo il percorso della via Flaminia. Interessanti anche il Museo della civiltà contadina, con sede in una ex scuola, il cinquecentesco forno del pan venale, ovvero a pagamento visto che il fornaio lo vendeva direttamente e nello spaccio comunale, e la chiesina duecentesca di Santa Maria della Piaggiola, l'antica sede del monte di Pietà che, in un unico ambiente con volta a botte, conserva affreschi degli inizi del Quattrocento. Agli inizi di maggio Fossato di Vico ricorda gli Statuti medievali, che sono tra i più antichi dell'Umbria e che furono formalmente pubblicati domenica 13 maggio 1386. Questi Statuti, con le loro regole semplici e sensate, hanno retto la vita della gente per la maggior parte del secondo Millennio, essendo rimasti in auge fino d'inizio dell'ottocento. Le celebrazioni prevedono l'apertura delle taverne medievali, rievocazioni di antichi mestieri, esibizioni di balestrieri e falconieri, corteo storico e gare di tiro con l'arco.


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Storie di emigranti a Gualdo Tadino

Storie di emigranti a Gualdo Tadino

 

L'Italia è stata un paese di migranti. Lo ricorda il Museo dell'emigrazione di Gualdo Tadino, allestito nell'antica residenza del Podestà, di cui oggi rimane la possente Torre civica duecentesca a cui fu aggiunta, in sommità, .la lanterna barocca. Nelle sale dell'esposizione si raccontano, attraverso voci, suoni, immagini, documenti e oggetti, le vicende di un popolo partito in massa, dalla fine dell'ottocento fino agli anni Sessanta, per terre lontane, alla ricerca della fortuna o solo per fuggire dalla fame. Suoni e immagini tentano di far capire al visitatore il senso di smarrimento che vivevano, e vivono tutt'oggi a casa nostra, i migranti una volta arrivati nel nuovo Paese. Tra gli altri luoghi da visitare si ricorda la dominante rocca Flea, superbo esempio di architettura militare che ospita il Museo civico, con dipinti, sculture, ceramiche antiche e reperti archeologici, e l'Antiquarium, che documenta il popolamento del territorio gualdese dalla preistoria d'alto Medioevo. Nella chiesa romanica di Santa Maria del vicino borgo fondato di Pieve di Compresseto sono conservati alcuni affreschi della scuola di Matteo da Gualdo e una pala d'altare di rara bellezza. La vicina Caprara pare sia il luogo di sepoltura di Totila, re dei Goti. Verso la fine di settembre si svolgono a Gualdo Tadino i Giochi de le Porte, che traggono origine dal Pallium decurrendum, che a partire dal m secolo si celebrava il 29 settembre per i festeggiamenti del patrono della città san Michele Arcangelo. Per tre giorni tutta la città viene coinvolta nei giochi che, fra cortei storici, esibizioni, gare e taverne, vede sfidarsi le quattro porte cittadine. Le manifestazione prevede gare di abilità nella corsa del somaro con il carretto, nel tiro con la fionda, nel tiro con l'arco e nella corsa con il somaro cavalcato a pelo.


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Il castello dei Cavalieri di Malta a Magione

Il castello dei Cavalieri di Malta a Magione

 

Cittadina di origini etrusco-romane, Magione si trova all'incrocio delle strade tra Perugia, Chiusi e il lago Trasirneno, passaggio obbligato di tutti i pellegrini provenienti o diretti a Roma. E proprio per assistere questi viandanti, i cavalieri dell'ordine Ospitaliero di San Giovanni da Gerusalemme fondarono un ospizio chiamato La Magione di Pian del Carpine, trasformato in castello, verso la fine del Trecento, dai cavalieri di Malta. Tra quelle mura, nel 1502, fu organizzata la congiura contro Cesare Borgia che, scoperto il complotto, fece strangolare i cospiratori. Ancora oggi l'edificio più interessante di Magione è il castello dei Cavalieri di Malta, uno dei più belli dell'Umbria, a pianta quadrata con torrioni circolari e un code sul quale per tre lati si affacciano logge sovrapposte in tre ordini. Accanto all'ingresso si trova un pozzo in pietra serena ricavato da una cisterna preesistente, mentre nella parte più antica del complesso si incontra la chiesetta romanica dedicata a san Giovanni battista. Tra agli altri edifici storici del borgo vale la pena vedere la duecentesca torre dei Lombardi e il Palazzo comunale, dove si trovano affreschi di Gerardo Dottori. Raggiungendo la frazione di Montecolognola si gode di una vista magnifica sul Trasimeno, mentre a San Feliciano si visita il Museo della pesca dove si illustra l'origine e l'evoluzione del più antico lago italiano e si documenta lo sviluppo delle tecniche della pesca dalla preistoria a oggi. In estate tra i cortili e le sale del castello dei Cavalieri di Malta si rivivono alcuni dei momenti più inquietanti del Cinquecento attraverso interessanti rappresentazione storiche in costume.


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In mezzo ai lago Trasimeno: l'isola Polvese

In mezzo ai lago Trasimeno: l'isola Polvese

 

La Polvese è la più estesa delle tre isole del lago Trasimeno ed è comodamente raggiungibile con i traghetti che partono da San Feliciano. Oggi l'isola è un'area naturale protetta composta da una zona umida con canneto, dove praticare il birdwatching, un fitto bosco di lecci e altre specie vegetali mediterranee, e una zona coltivata, in gran parte dedicata alla coltivazione biologica dell'olivo. Gli edifici più importanti dell'isola sono il convento di San Secondo, tenuto dal 1404 fino alla soppressione del loro ordine da quei monaci olivetani che introdussero a Polvese la coltivazione dell'olivo; i ruderi della chiesa romanica di San Secondo, posti in cima d'isola, e il castello trecentesco, con la vicina chiesa di San Giuliano, eretto per difendere il vicino villaggio. Di questo antico borgo non rimane quasi nulla, se non alcune incerte tracce e qualche supposizione sui motivi del suo abbandono. La passeggiata sull'isola si può concludere con una visita alla suggestiva piscina scavata nella roccia e attorniata da ai tre vasche, progettata negli anni Sessanta da Pietro Portinai, uno dei maggiori architetti paesaggisti italiani dell'epoca, che la realizzò recuperando un'antica cava di arenaria.


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